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Sette falsi miti sulla cartomanzia

18/02/2026

Sette falsi miti sulla cartomanzia

La cartomanzia è una disciplina antichissima. Negli ultimi anni, è stata al centro di un cambiamento a dir poco importante: si può parlare, a tutti gli effetti, di sdoganamento.

In passato, era difficile sentire persone vicine ammettere con candore di rivolgersi a dei cartomanti. Oggi le cose sono molto diverse. Nonostante ciò, permangono diversi falsi miti che è il caso di sfatare.

Solo le persone che si trovano in situazione di disagio si rivolgono ai cartomanti

Non è affatto vero! Per rendersene conto, basta chiamare in causa alcune testimonianze pubblicate su riviste patinate.

Nel 2015, raggiunta dai giornalisti di Oggi, la scrittrice Antonella Boralevi ha dichiarato di avere diversi amici imprenditori che, prima di prendere decisioni sulla gestione della loro azienda, fanno riferimento a quel “sapere parallelo” - questa la definizione utilizzata dalla Boralevi – per chiarire le idee.

Sempre sulla suddetta rivista, si è fatto il nome di un cartomante che avrebbe tra i suoi clienti vip del calibro di Gianni Morandi, Carlo Conti e Sophia Loren.

La cartomanzia ha costi esorbitanti

Anche in questo caso, non c’è nulla di vero. Ci sono siti che propongono consulti a poche decine di centesimi al minuto.

 Altri mettono addirittura a disposizione diversi euro di credito per provare i servizi del portale: ciò permette di usufruire dei consulti di cartomanti gratis su Whatsapp – e non solo – in modo da farsi un’idea di come lavorano e da trovare quello con cui si sente maggiore empatia.

Lavorare come cartomante è illegale

Nei casi in cui il proprio fatturato supera i 5000 euro, è obbligatorio aprire la Partita IVA, in modo da lavorare come cartomante rispettando la legge.

Il codice ATECO principale associato a questa attività, non riconosciuta da alcun albo od ordine, è il 96.09.09 (altre attività di servizi per la persona n.c.a.).

Se si ha intenzione di esercitare con serietà questa professione, è bene non sottovalutare la regolarità fiscale, dal momento che i controlli sono severi e, in caso di sanzioni, le cifre da pagare molto alte.

Chi lavora come cartomante è una persona che non riesce a trovare lavoro in altri contesti

La cartomanzia approcciata con serietà è una disciplina olistica molto seria. Sbagliato è considerare chi la pratica una persona che non ha altre alternative.

Per capire come mai, basta citare gli psicoterapeuti che la integrano, in particolare nei percorsi a orientamento junghiano, nel corso delle sedute.

Le carte sono uno strumento comune anche nei percorsi di marketing e di branding.

Il motivo è legato al loro essere un veicolo per lavorare sugli archetipi, matrici di concetti che, da sempre, aiutano l’uomo a capire qualcosa di più su chi è e su quello che cerca.

Per lavorare come cartomante è necessario seguire un lungo percorso di studi

Formarsi è fondamentale, come in tutti i casi, ma è bene sapere che, per esercitare la professione di cartomante, non è necessario seguire percorsi lunghi e complessi.

Esistono diversi libri e corsi, molti dei quali gratuiti, da prendere come riferimento, ma non bisogna dimenticare che molto dipende dalla propria capacità di intuizione.

I cartomanti sono in grado di vedere il futuro

I cartomanti non hanno una visione chiara del futuro come molti pensano. Sono in grado di interpretare, grazie ai loro studi e alla loro intuizione, i simboli che si palesano durante le stese.

Soprattutto sono capaci, attraverso le formulazioni giuste, di aiutare il cliente a capire che tutto parte dalla sua responsabilità personale.

Il primo mazzo deve essere sempre regalato

Chi vuole intraprendere la professione di cartomante dovrebbe scegliere il mazzo facendosi guidare dalla propria sensibilità estetica e spirituale.

L’idea del dono è senza dubbio romantica, ma non è assolutamente una regola scritta sulla pietra quando si parla di cartomanzia.